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3 Luglio 2005 La sonda spaziale Deep Impact lancia il modulo Impactor, diretto a 37 mila chilometri orari contro la cometa Tempel 1

con l'intenzione di provocare un'esplosione all'interno di questa....

La "Deep Impact", che rimarrà a circa 500 chilometri di distanza, potrà fotografare tutto il processo ed inviare i dati alla Terra. L'Impactor raggiunge la cometa il giorno dopo, 4 luglio.Dopo il suo lancio avvenuto il 12 gennaio 2005, la navicella spaziale Deep Impact ha impiegato 174 giorni per raggiungere la cometa Tempel 1 a una velocità di crociera di circa 103.000 chilometri all'ora. Una volta giunta in prossimità della cometa (il 3 luglio), si è separata in due parti, il proiettile e la sonda (fly-by).Qualche minuto dopo l'impatto, la sonda flyby ha oltrepassato il nucleo a una distanza di 500 km, scattando immagini del cratere, della materia fuoriuscita e dell'intero nucleo della cometa. L'intero evento è stato anche fotografato dai telescopi a terra e dagli osservatori spaziali, come il telescopio spaziale Hubble, il Chandra, lo Spitzer e l'XMM-Newton. Inoltre, l'impatto è stato osservato dalle fotocamere e dagli spettroscopi della sonda europea Rosetta, che si trovava a circa 80 milioni di km dalla cometa al momento dell'impatto. Rosetta dovrebbe determinare la composizione dei gas e della polvere che compongono le nubi formatesi dopo l'impatto.La missione Deep Impact aiuterà a rispondere a domande fondamentali sulle comete, come:La composizione di una cometa è omogenea, o qualche processo fisico ha causato una differenziazione tra interno e superficie? In altre parole, le comete sono stratificate?È possibile che alcune parti della massa di una cometa contengano materiale primitivo, che sia rimasto tal quale sin dalla creazione della cometa, durante le prime fasi della storia del Sistema solare?Gli scienziati sperano che queste domande trovino risposta, almeno in parte, dai dati provenienti dalla missione Deep Impact. Per esempio, la dimensione e la forma del cratere prodotto dall'impatto dirà agli scienziati quanto compatto sia il materiale costitutivo della cometa.