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 IL: astrofili, ri-cominciate a fare "politica"!
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serastrof
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Inserito il - 25/05/2012 : 23:05:35  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di serastrof Invia a serastrof un Messaggio Privato
ll problema dell'inquinamento luminoso in Italia é molto più serio di quanto si creda, e non é di così facile soluzione.

In una località piccola di provincia un solo astrofilo, preparato ed accorto, può esser sufficiente a far rispettare le normative regionali esistenti, ed a contenere le manifestazioni più esasperate generatrici di IL.

In tali casi, bisogna comunque sperare che la legge regionale vigente in quel territorio sia valida almeno quanto quelle di Lombardia, Lazio e Veneto, altrimenti l'effetto reale, in termini quantitativi, di riduzione dell'IL e di riconquista di cielo "nero nero" é pressocché nullo.

Inoltre, dobbiamo considerare che i limiti di emissione verso l'alto, stabiliti nelle norme tecniche di attuazione delle dette tre leggi regionali, non sono sempre così stringenti, e quindi - anche fossero applicate al 100% alla lettera per qualsiasi sorgente di luce - il risultato non sarebbe così eclatante. E sono solo tre regioni su 20, ad avere una normativa accettabile.

Ciò nonostante, in un piccolo centro é molto più facile far rispettare una normativa così specifica, soprattutto da parte del soggetto pubblico. Per il quale basta magari anche una sola segnalazione, che tutti i funzionari comunali nonché le cariche politiche (sindaco/assessori) - da quel momento - sono tuttoi avvisati e staranno attenti, quantomeno a non farla proprio grossa e di tutta evidenza.

Nei confronti del privato - invece - ci saranno sicuramente maggiori difficoltà ad intervenire, sia da parte del singolo, privato anch'esso, che da parte dell'autorità, per clientela, per motivi politico-elettorali, etc....

Ma anche in tal caso, in un piccolo centro, se la denuncia del cittadino anti IL é scevra da interessi privati e non é usata come arma di ripicca/ricatto/vendetta, la segnalazione di un singolo o di una piccola associazione astrofila territoriale può facilmente sortire un effetto positivo.

L'Italia é fatta per lo più di piccoli-medi centri, dicono le statistiche, dove vive la maggioranza della popolazione. I piccoli-medi centri sono talmente capillari e presenti sul territorio nazionale, da renderlo il più densamente abitato d'Europa.

Ciò comporta - parlando di IL - uno spolverio diffuso di una miriade di piccole luci, pali e fanali, principalmente destinati all'illuminazione stradale pubblica. Ma siccome i piccoli medi centri sono territorialmente poco estesi, anche la rete d'illuminazione pubblica stradale sarà poco estesa, limitandosi al nucleo abitato in senso stretto, mentre decine e decine di caseggiati ed edifici suburbani ed extraurbani resteranno sparsi sul territorio, senza illuminazione pubblica, ma pur nottetempo illuminati senza sosta da almeno un piccolo punto luce "privato".

E qui sorge il primo problema: chi può controllare uno ad uno tutti questi singoli punti luce, così sparsi e variegati sul territorio? Chi se non le autorità comunali, che potrebbero perfino disporne un censimento da parte dei servizi competenti?

E chi dunque potrebbe intervenire sugli enti locali? Autorità superiori (territorialmente), ovvero Provincia e Regione.

Abbiamo dunque necessità che siano innanzitutto le Istituzioni Locali, e non i cittadini, ad intervenire su vasta scala con una programmazione generalizzata ed un potere d'indirizzo. E' dunque principalmente alla Regione, che dovrebbero in prima istanza rivolgersi gli astrofili, per rivendicare attuazione della Legge e controllo repressivo sull'intero territorio di competenza.

Ciò nonostante, se si guarda [url="http://eospso.gsfc.nasa.gov/ftp_docs/EarthAtNight.pdf"]l'Italia di notte dall'alto[/url] non sono i piccoli centri ad apparire più illuminati ed evidenti (cioé non mandano tanta luce verso l'alto), BENSì LE GRANDI AREE URBANE ED INDUSTRIALI, come apparirà ovvio e logico al senso comune dell' "uomo della strada".

Ma grandi aree urbane e zone industriali comportano una tale complessità gestionale e di competenze, ed accentrano un tale coacervo d'interessi e d'affari, che il metterci mano non può esser fatto senza una visione globale e d'insieme, ed una competenza ed un mandato altrettanto omnicomprensivi.

Ma allora, come mai gli astrofili, che hanno (o dovrebbero avere) molta più prossimità con la scienza rispetto al cd "uomo della strada" (anche se non é detto che l'abbiano con quella "accademica", perché gli astrofili non sono necessariamente astronomi, anzi molto spesso - per fortuna - sono persone comuni, dalla formazione culturale e professionale media e che svolgono attività tecniche o di concetto ma non necessariamente così rigorose da definirsi "scientifiche"), si riducono a pensare sempre in modo - nessuno si offenda - direi "piccolo", cioé si preoccupano e badano soltanto ad uno spazio quantitativamente minimo e "particulare", si guardano giusto intorno a sé, al proprio ambito minimo vitale, la propria comunità, il proprio cerchio di relazioni e territoriale, quando invece dovrebbero esser abituati alle larghe, grandi e profonde visioni?

Mi pare cioé che si riscontri - in questa categoria così particolare di soggetti amanti del buio capaci di fare mattina solo per vedere delle macchioline biancastre o delle pallette colorate - una forte dose di quello che viene detto "provincialismo", cioé un pensare a quantità limitate e con categorie semplificate.

Allora, cari amici astrofili italiani, mi permetto di lanciare una domanda provocatoria: come pensate di ricondurre a legittimità la sterminata vastità di una metropoli di cemento e lampioni sconfinata ed aggressiva, in continua esponenziale espansione, che ogni giorno, anche ora mentre scrivo, si mangia dai 4 ai 9 chilometri quadrati circa di spazio libero senza lampioni? Non avete mai visto - ad esempio - il chiarore giallorosato di Roma anche dall'Osservatorio del Gran Sasso? Siete mai stati a quello di Campo Catino, da cui s'intravede non solo la cappa di skyglow della Città Eterna (!?) ma nelle belle nottate perfino la sagoma illuminata - a mio giudizio del tutto fuori norma - del Cupolone? Chi osserva dalla Tolfa, cosa vede a Sud?

Scusate la mia visione, personalistica e limitata dal punto di vista urbanistico, altri potranno testimoniare per Milano, Napoli, le città prealpine e padane, l'arco costiero ligure, l'asse Fi-mare, la Versilia, Bari, il Salento....

Sta di fatto che Roma é il [url="http://www.tuttitalia.it/comuni/popolazione/"]Comune più grande d'Italia[/url], sia per numero di abitanti, che per estensione territoriale. Non so se sia attualmente divenuto anche l'agglomerato urbano più esteso del BelPaese, poiché é l'hinterland milanese ad aver detenuto finora questo primato.

Quello che so per certo - per averlo misurato grazie al [url="http://www.skylive.it/forum5/topic.asp?TOPIC_ID=12730]"Buiometro" di Buiometria Partecipativa[/url] nella [url="http://www.skylive.it/forum5/topic.asp?TOPIC_ID=12730"]I° campagna di misurazione del cielobuio a Roma[/url]é che il cielo della Capitale non se la passa affatto bene. E che a causa sua (e della sua espansione senza controllo) anche tutto il resto del Lazio e del CentroItalia - ogni giorno che passa - perde decimi di SQM.

Tralascio di soffermarmi sul Triangolo Industriale, la Pianura Padana ed il Triveneto, per mancanza di studio personale, ma lo [url="http://www.blue-marble.de/nightlights/2010"]studio via satellite della "light pollution"[/url] parla da solo.

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Di fronte alle dimensioni di questo fenomeno, quale risposta hanno finora dato gli astrofili? "Facciamo applicare la legge", "se non si fanno esposti...", "facciamo le segnalazioni...", "dividiamoci il territorio in squadre e monitoriamolo..."

In squadre? Ma nemmeno un esercito di volontari, militarmente organizzati con ferrea disciplina, e perfettamente retribuiti per l'intera giornata operativa, potrebbero compiere tale opera, se non dopo decine di mesi, lavorando continuamente a tappeto con pieni poteri dittatoriali e disumani, dotati di assoluti poteri coercitivi onde imporre ad un intero sistema sociale e civile di milioni d'esseri tendenzialmente riottosi o contrari, di ristrutturare il proprio parco lampade, di modificarlo o sostituirlo, costringendolo a spendere centinaia di migliaia di euro, e creando tonnellate di rifiuti speciali e tossiconocivi (a proposito: qual'é la valenza ecologica del rifiuto elettrico "lampade a basso consumo" rispetto alle vecchie trasparenti a filamento, tutte metallo vetro e resina d'origine naturale?).

Appare dunque chiaro che non si può più accettare passivamente l'incremento dell'IL, che si verifica comunque indipendentemente dal rispetto o meno delle attuali normative, e che non si può contrastare questo stato di cose con gli strumenti minimalisti adoperati finora.

Occorre una risposta netta e decisa, incisiva, organizzata, di rilievo nazionale. Occorre una campagna generale d'innovazione sociale e civile, un salto di qualità e di progresso, che sia anche motore di economia equilibrata e solidale. Occorre ricominciare a costruire un movimento per una Legge quadro Nazionale, con misure efficaci di contenimento dell'IL.

Altrimenti la [url="http://www.lightpollution.it/cinzano/page94.html"]previsione di Pierantonio Cinzano[/url] potrebbe diventare presto realtà.

Recentemente un notissimo nome dell'antiIL, assolutamente rispettabile poiché vi ci ha dedicato la vita, competente ed esperto della normativa in materia, e per questo osannato ed indiscusso da tutti (anche da noti frequentatori di questo forum) quale guru di totale verità anti IL, ha affermato di esser riuscito, grazie a centinaia di segnalazioni ed a sollecitazioni di vigili ed autorità, di esser riuscito, IN DIECI ANNI, A RECUPERARE, NELLA SUA CITTA', MEZZA MAGNITUDINE di visibilità delle stelle.

Risultato sicuramente apprezzabile, meglio che zero, anzi magari fosse possibile così dappertutto.

Ma una vita spesa solo a questo, eroica ed indefessa, dieci anni mezza mag. una sola città di provincia?

Quanti eroi, quale esercito, e quanti anni di lotta, ci vorranno allora per recuperare mezza mag. al cielo della Capitale, o di Milano, di Napoli, di Genova, di Firenze, di Bologna, di Palermo, di Cagliari?

Può essere questa la via da percorrere, il metodo da usare? Dobbiamo accettare ineluttabilmente questi costi immani e questi soli benefici?

Può forse seguirci, darci credito e sostegno, la maggioranza della gente, se e quando avverte tale stridente contraddizione?

Dove vive, il gotha astrofilo? Dove vivete, voi che mi proponete continuamente "o Roma o Morte", ma offrite il petto nudo contro mitragliatrici automatiche, o cavalcate contro mulini che girano vorticosi sotto la sferza del vento dello Sviluppo e degli Affari?

I nuovi progetti edilizi, le nuove edificazioni pianificate di interi quartieri, é normale e logico che vengano messi a norma. Anzi, chi costruisce ha tutto l'interesse a che il suo investimento non venga bloccato dal classico granellino che inceppa il meccanismo. Ma una volta realizzato e costruito, se appalti, contratti e garanzie sono terminati/scadute... chi s'é visto s'é visto, e ci deve pensare Pantalone.

Che ha sempre le tasche bucate quando non serve, e vuote - puta caso - di fronte ad ogni corretta rivendicazione di rispetto ambientale o d'altro tipo.

Rimane inoltre il fatto che ogni nuovo insediamento, ogni nuovo quartiere, le lampade (sicuramente a norma, per carità), le comporta comunque.
Ed il buio, di conseguenza, ne sparisce un altro pezzettino, che non tornerà mai più.

E tu, astrofilo, chi c... sei per impedirmi di costruire? E perché mai dovresti farlo, se il terreno é mio ed ho il permesso di costruire? Ma voi, quanti siete? Ma andatevene sulle montagne, in mezzo ai lupi, col vostro telescopio, e non ci state a romper l'anima!

Puoi forse fermare il Dio "Sviluppo"? Vuoi impedire alla gente di avere una casa dignitosa? Vuoi che i vecchi inciampino per strada, o che le donne siano violentate, e la gente scippata? Ti piacciono tutte quelle mignotte nelle zone semideserte e semibuie? Ci vuoi far tornare all'epoca della pietra, per le tue stelline?

Come con la caccia, il nucleare, gli OGM, l'art. 18, le privatizzazioni, l'acqua bene comune, le garanzie ed i diritti civili, l'accusa é sempre quella del ritorno al passato, e di ostacolare le "magnifiche sorti, e progressive" di un sistema che tanto va avanti sempre e comunque, con o senza di te, e che tu, da solo, non lo puoi fermare, é "connaturato" nell'animo umano, e poi, nemmeno tu vuoi rinunciare alla tue comodità, al tuo benessere, spendi migliaia di euro per quattro pezzi di vetro, allora perché non fai San Francesco, vattene nel deserto così sei contento!

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Credo che sia venuto il momento di guardare in faccia la realtà e smascherare la falsa coscienza che ci ha rinchiuso in un angolo, e ripartire, insieme, organizzati, a rivendicare il Diritto Al Cielo Stellato, il Diritto a Spegnere Luci Fastidiose. Occorre una mobilitazione fisica e mentale, pratica e spirituale, il saper dir di no, di costringere un mondo attorno a te a guardarti, a fermarsi, a discutere, a litigare, a vincere!

Oppure smettere del tutto, lasciar fare, rassegnarsi ed accettare questo stato di cose.

Ma se pensiamo che vi può essere una soluzione, che un mondo diverso é possibile, che é espressamente il Progresso a richiederlo, allora non c'é altro modo, se non quello della lotta civile e di presenza politica (che non é solo parole, ma chiedere fatti precisi su vasta scala alle istituzioni) per far affermare questo nuovo Diritto, per farlo statuire e scolpire stabilmente in provvedimenti normativi, atti amministrativi e sentenze giudiziarie.

A questo sì che servono le denunce, e non solo per far abbassare o schermare una lampada (quasi mai a spegnerla del tutto...). Le denunce delle fonti di IL vanno fatte, con una mentalità ed una volontà che dovranno essere tutte occasioni per "fare campagna".

Il caso singolo, eclatante o meno che sia, dovrà esser sostenuto da una pressione fisica collettiva, di gente che sta lì, fuori, per strada, con striscione e cartelli a protestare, a scrivere colla carne il Diritto. Ogni denuncia dev'essere seguita da una mobilitazione che raggiunga molti, tanti, che si faccia conoscere, che faccia circolare un motto, una mentalità, un concetto. La denuncia deve raggiungere quella che si chiama l' "opinione pubblica", la quale, se facessimo oggi un referendum, da che parte starebbe?

Perché, quando si portano i telescopi in piazza c'é sempre tanta gente intorno? Avete mai visto una serata astronomica pubblica andare deserta?
Sarà solo la curiosità, sarà solo che si viene attirati da questi giocattoloni inusuali e fuori del comune?

No, c'é qualcosa di più. Non sarà per una sorta d'empatia collettiva, quella della ricerca del mistero, o della sete di conoscenza, o delle origini della vita? Non sarà forse che é scritto nel DNA della specie umana quel bisogno di "sentire" l'Universo dentro e fuori di te, che proviene da esperienze ancestrali (perdurate fino a meno di due secoli fa) di aver finora l'Umanità vissuto notti luminose di mille e più mille riverberi scintillanti?

Provate a portare dei microscopi in piazza, e metteteli a disposizione della gente, provoca la stessa reazione? Ha lo stesso "successo"? (Forse si, a seconda del contesto, l'attrazione per il microcosmo può equivalere a quella per il Macrocosmo, é l'altra faccia della medaglia....).

Quale che sia la risposta a tali interrogativi, non può che apparire evidente, giunti a questo punto, come sia sempre più urgente costruire in ogni città, a partire dalle metropoli, uno specifico centro d'iniziativa collettiva contro l'IL, che ri-cominci a parlare alla collettività intera mediante l'indizione ed organizzazione di iniziative significative e simboliche, che possano risultare capaci a ri-portare il fenomeno IL al centro dell'attenzione.

O quantomeno che ci provi, affinché "Domani forse potremo sederci di fronte ai nostri figli e dir loro che siamo stati sconfitti. Ma non potremo guardarli e dir loro che vivono così perché abbiamo rinunciato a lottare. (Gandhi)".

Perché é così che si fa, da sempre. La libertà si conquista, nessuno te la regala, il Diritto si ottiene, nessuno te lo concede, semmai te lo con-cede!

Cieli sereni e morte all'IL


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Modificato da - serastrof in Data 26/05/2012 00:18:37

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Dalla ISS, gennaio 2012: http://www.nasa.gov/images/content/626112main_iss030e074777_full.jpg


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