La casa degli asteroidi
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La Fascia Principale degli asteroidi è la regione di spazio compresa
tra Marte e Giove all'interno della quale esiste la più alta concentrazione di asteroidi
in orbita intorno al Sole.
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Rappresentazione della zona della Fascia degli Asteroidi
Seconda metà del XVIII secolo: la legge di Titius-Bode prevede l'esistenza
di un pianeta tra Marte e Giove e scatta la caccia per trovarlo.
Nel 1801 Padre Giuseppe Piazzi scopre invece un asteroide proprio nella
fascia indicata,
Cerere. Fu soltanto il primo di tutta una serie di pianetini trovati
in quella zona: sembra proprio che il pianeta in quella fascia non sia riuscito
a formarsi e che le sue componenti rocciose siano rimaste a metà tra l'attrazione
gioviana e quella solare: è la Fascia Principale degli Asteroidi.
La Legge di Titius-Bode e la mancanza di un pianeta tra Marte e Giove aprì
la caccia e portò a scoprire che, tra le 2.17 e le 3.3 UA dal Sole, c'è una fascia
piena di asteroidi, detta Fascia Principale degli Asteroidi, posta
proprio tra l'ultimo pianeta terrestre (Marte) ed il primo gassoso (Giove). Questi
corpi minori dovrebbero essere i corpi che non si sono mai aggregati a formare il
pianeta previsto dalla legge, attratti da un lato da Giove e dall'altro dal Sole. Oppure sono il residuo di un pianeta
che esisteva ma che si è frantumato per cause sconosciute. I corpi sono rimasti
o tornati, quindi, allo stato di pianetino.
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TITIUS E BODE
Johann Daniel Titius nasce a Konitz, in Germania, il 2 gennaio del 1729.
Astronomo tedesco e professore a Wittenberg, nella quale morì il giorno 11 dicembre
1796.
La sua opera massima è proprio la Legge di Titius, che inserì nel 1766
nella traduzione tedesca del libro di Charles Bonnet Contemplation de la Nature.
In suo onore sono stati battezzati l'asteroide 1998 Titius ed il cratere
lunare Titius.
Johann Elert Bode nasce ad Amburgo il 19 gennaio del 1747. Astronomo con
seri problemi di vista, visto che una malattia giovanile lo danneggiò irreparabilmente
ad un occhio. Il suo nome è legato all'astronomia per tre differenti motivi. Innanzitutto,
Bode pubblicò nel 1772 il suo lavoro più famoso, noto come Anleitung zur
Kentniss des Gestirnten Himmels, nel quale annunciò la Legge di posizionamento
dei pianeti intorno al Sole, senza peraltro operare nessuna attribuzione a Titius.
Inoltre, Bode contribuiì in maniera decisiva alla determinazione dell'orbita
di Urano, suggerendo anche il nome da attribuire al pianeta. Infine, Bode
è anche indicato come lo scopritore della galassia
M81, nota anche - guarda caso - con il nome di Galassia di Bode.
Scrisse, nel 1801, Uranographia, un atlante in grado di indicare una mappa
dettagliata del cielo ed una interpretazione artistica delle costellazioni.
Bode morì a Berlino, il 23 novembre del 1826.
LA LEGGE DI TITIUS-BODE
In realtà molti riconducono la Legge di Titius-Bode a Christian
Wolf, che l'avrebbe elaborata nel 1724, ma nonostante questo le prime apparizioni
sono la formulazione di Titius nel 1766 e la pubblicazione ufficiale da
parte di Bode nel 1772.
La Legge di Titius-Bode è oggi considerata una formula empirica
in grado di descrivere, con approssimazione sorprendentemente ottima, il valore
dei semiassi maggiori (e quindi le distanze) delle orbite dei pianeti presenti nel
Sistema Solare.
La formulazione originaria è data dalla formula:
a = (n+4)/10, con n = 0, 3, 6, 12, 24, 48, ... ed a espresso in
UA.
Sganciamoci per un attimo dai corpi del Sistema Solare ed ipotizziamo un sistema
astratto. Quindi, partendo dal primo corpo celeste in ordine di distanza dalla stella
centrale, si ha un risultato di (n+4)/10 Unità Astronomiche dal centro, con n=0.
Facendo i semplici conti, il primo corpo celeste si trova a 4/10 UA, quindi a 0,4
UA dalla stella. Il secondo si trova, con n=3, a 0,7 UA dalla stella. Il terzo,
con n=6, si trova a 1 UA dalla stella e così via.
La formulazione più moderna della Legge di Titius-Bode è la seguente:
a = (0,4 + 0,3 * k) UA, con k = 0, 1, 2, 4, 8, 16, 32, 64,
...
Rifacendo i conti con il primo corpo celeste, abbiamo (0,4 + 0) = 0,4 UA, con il
secondo si ha (0,4 + 0,3) = 0,7 UA, per il terzo di nuovo (0,4 + 0,6) = 1 UA e via
dicendo. In pratica la nuova formulazione è identica alla precedente, ma ha normalizzato
soltanto i valori della variabile impedendo che partisse, quasi arbitrariamente,
da 3.
Il corpo più vicino alla stella centrale ha coefficiente k=0, il secondo ha k=1,
il terzo k=2 e via dicendo. Riassumiamo i risultati in una tabella:
|
Corpo celeste
|
Coefficiente k
|
Distanza Titius-Bode (UA)
|
|
Primo corpo celeste
|
0
|
0,4
|
|
Secondo corpo celeste
|
1
|
0,7
|
|
Terzo corpo celeste
|
2
|
1
|
|
Quarto corpo celeste
|
4
|
1,6
|
|
Quinto corpo celeste
|
8
|
2,8
|
|
Sesto corpo celeste
|
16
|
5,2
|
|
Settimo corpo celeste
|
32
|
10
|
|
Ottavo corpo celeste
|
64
|
19,6
|
|
Nono corpo celeste
|
128
|
38,8
|
|
Decimo corpo celeste
|
256
|
77,2
|
|
Undicesimo corpo celeste
|
512
|
154
|
Questi sono i risultati della Legge di Titius-Bode. Proviamo a
confrontarli con i dati del nostro Sistema Solare.
Mettiamo a confronto le distanze dei pianeti del Sistema Solare
con quelle indicate dalla Legge in una tabella:
|
Pianeta
|
Distanza reale
|
Distanza Titius-Bode (UA)
|
|
Mercurio
|
0,39
|
0,4
|
|
Venere
|
0,72
|
0,7
|
|
Terra
|
1
|
1
|
|
Marte
|
1,52
|
1,6
|
|
Giove
|
5,2
|
2,8
|
|
Saturno
|
9,54
|
5,2
|
|
Urano
|
19,2
|
10
|
|
Nettuno
|
30,1
|
19,6
|
Venere, Mercurio, Terra e Marte sembrano rispecchiare molto da vicino la distribuzione
prevista dalla Legge, ma da Giove in poi iniziano i problemi. Eppure, guardando
bene, Giove ha la stessa distanza reale prevista per il corpo successivo, come ad
indicare che secondo la Legge di Titius-Bode, tra Marte e Giove,
deve esserci un altro pianeta. Oggi sappiamo che probabilmente, in quel posto preciso,
un pianeta ci sarebbe stato se i piccoli pianetini non fossero scombussolati dalla
gravità del Sole da una parte e da quella di Giove dall'altra.
Tra Marte e Giove c'è la Fascia degli Asteroidi, e prendiamo a rappresentanza
Cerere, rifacendo la tabella:
|
Pianeta
|
Distanza reale
|
Distanza Titius-Bode (UA)
|
|
Mercurio
|
0,39
|
0,4
|
|
Venere
|
0,72
|
0,7
|
|
Terra
|
1
|
1
|
|
Marte
|
1,52
|
1,6
|
|
Cerere
|
2,77
|
2,8
|
|
Giove
|
5,2
|
5,2
|
|
Saturno
|
9,54
|
10
|
|
Urano
|
19,2
|
19,6
|
|
Nettuno
|
30,1
|
38,8
|
Il pianeta mancante
Quando la Legge fu formulata e pubblicata, il successo non fu poi così
eclatante. All'epoca i pianeti noti si fermavano a Saturno. Urano e Nettuno non
si conoscevano, ed in più mancava proprio il pianeta tra Marte e Giove. Alcuni dati
calzavano a pennello, ma si pensò ad una fortuita coincidenza.
Nel 1781, invece, ci fu la svolta: Urano fu scoperto da Sir William Herschel
proprio nella posizione predetta dalla Legge. Questa scoperta indusse gli astronomi
a cercare, tra Marte e Giove, il famoso pianeta mancante e venti anni dopo fu trovato
Cerere, attualmente classificato tra i pianeti nani (1801 ad opera di Piazzi).
Con la scoperta degli altri pianetini è venuta alla luce la Fascia degli Asteroidi
che, estendendosi tra le 2,2 e le 3,2 UA, ha il suo centro proprio alle previste
2,8 UA..
Nettuno e Plutone
Proprio quando la legge sembrava trovare la sua definitiva consacrazione, la scoperta
di Nettuno prima e di Plutone poi segnarono un duro colpo per la
sua validità. Nettuno, infatti, fu scoperto ad orbitare ben 8 UA più vicino di quanto
previsto, mentre Plutone fu scovato a 39,5 UA dal Sole. In realtà, è Plutone che
approssima meglio il valore della Legge di Titius-Bode. Plutone
non è un pianeta, e ormai è noto. A parte dal terminologia usata per indicarlo,
infatti, i suoi parametri orbitali lo fanno somigliare di più ad un nucleo cometario:
molto inclinato sull'eclittica, con orbita molto eccentrica. Insomma, niente a che
spartire con gli altri pianeti.
Nettuno invece ha un'orbita molto simile agli altri pianeti, sebbene non rispecchi
molto la definizione di "pianeta" stabilita dalla UAI. Nettuno non ha liberato la
propria orbita da altri corpi simili, tanto è vero che Plutone interseca allegramente
l'orbita di Nettuno risultando a volte più vicino al Sole ed a volte più lontano
rispetto al suo compagno di orbita. Sarà davvero un pianeta Nettuno?
Non ci sono conferme scientifiche alla validità della Legge. Una possibile spiegazione
risiede nella risonanze orbitali indotta dai pianeti esterni, che potrebbe creare
delle regioni intorno al Sole prive di orbite stabili a lungo termine. Alcune simulazioni
al computer sembrano spingere verso l'ipotesi che la legge derivi da meccanismi
di formazione planetaria, in via diretta.
Se invece del Sole prendiamo a riferimento un pianeta e facciamo gli stessi calcoli
con i satelliti in orbita, scopriamo che la Legge non vale proprio. I quattro principali
satelliti di Giove più Amantea, ad esempio, seguono una progressione regolare ma
non secondo la Legge. Stessa cosa per i satelliti di Urano. C'è da chiedersi, tuttavia,
se conosciamo tutti i satelliti di questi pianeti.
Come punto di partenza di qualcosa che sembra a portata di mano ma che ancora sfugge,
la Legge di Titius-Bode ha aperto la strada ad altre formulazioni
matematiche:
- Gaussin: a = (1/214,45)*1,7226n;
- Belot: a = 0,28 + (1/214,45)*1,883n;
- Giuseppe Armellini: a = 1,53n;
- Stauch: Mercurio = 5,2*(1/7)k, Venere = 5,2*(1/4)k, Terra = 5,2*(1/3)k,
Marte = 5,2*(1/2)k, Giove = 5,2, Saturno = 5,2 * k, Urano = 5,2 * 2k, Nettuno =
5,2 * 3k, Plutone = 5,2 * 4k;
- Mohorovicic: a = 3,363+3,363 * 0,88638n;
- Nicolini: a = (1,672)n*0,2315 con n = 1, 2, ...10
per i vari pianeti.
|
Pianeta
|
Distanza
|
Gaussin
|
Belot
|
Armellini
|
Stauch
|
Mohorovicic
|
Nicolini
|
|
Mercurio
|
0,39
|
0,362 (n=8)
|
0,390 (n=5)
|
0,427 (n=-2)
|
0,41
|
0,382 (n=1)
|
0,387 (n=1)
|
|
Venere
|
0,72
|
0,623 (n=9)
|
0,671 (n=7)
|
0,654 (n=-1)
|
0,718
|
0,721 (n=2)
|
0,647 (n=2)
|
|
Terra
|
1
|
1,07 (n=10)
|
1,02 (n=8)
|
1 (n=0)
|
0,96
|
1,02 (n=3)
|
1,08 (n=3)
|
|
Marte
|
1,52
|
1,85 (n=11)
|
1,67 (n=9)
|
1,53 (n=1)
|
1,44
|
1,52 (n=5)
|
1,81 (n=4)
|
|
Cerere
|
2,77
|
3,18 (n=12)
|
2,89 (n=10)
|
2,34 (n=2)
|
-
|
-
|
3,03 (n=5)
|
|
Giove
|
5,2
|
5,48 (n=13)
|
5,2 (n=11)
|
5,48 (n=4)
|
5,2
|
5,2 (n=5)
|
5,06 (n=6)
|
|
Saturno
|
9,54
|
9,45 (n=14)
|
9,55 (n=12)
|
8,38 (n=5)
|
9,41
|
9,51 (n=-5)
|
8,46 (n=7)
|
|
Urano
|
19,2
|
16,3 (n=15)
|
17,7 (n=13)
|
19,6 (n=7)
|
18,8
|
19,5 (n=-13)
|
14,1 (n=8)
|
|
Nettuno
|
30,1
|
28 (n=16)
|
33,1 (n=14)
|
30 (n=8)
|
28,2
|
29,5 (n=-17)
|
23,6 (n=9)
|
|
Ad oggi sono stati scoperti nella Fascia Principale degli asteroidi
almeno 200 mila corpi, e molti altri sono attesi al varco dell'opposizione solare
per essere battezzati e catalogati. Il primo, come detto, fu Cerere al
quale seguirono, tra i più importanti,
Pallade, Giunone,
Vesta ed Astrea.
Questa non è l'unica caratteristica di questa zona: al suo interno, infatti, sono
presenti zone in cui l'addensamento di asteroidi viene clamorosamente a mancare
creando dei veri e propri buchi orbitali. Questi buchi sono localizzati alle Unità
Astronomiche 2.5, 2.82, 2.96, 3.28. Qualunque corpo celeste posto in queste orbite
impiegherebbe per la sua rivoluzione un tempo pari, rispettivamente, ad 1/3, 2/5,
3/7 e 1/2 del tempo impiegato da Giove a compiere la propria rivoluzione. Sono fasce
orbitali, quindi, in risonanza con la fascia orbitale di Giove e questo fattore
ha fatto si che l'influenza gravitazionale del gigante gassoso abbia liberato le
aree da tutti i corpi presenti. Le zone sgombre di asteroidi all'interno della fascia
principale sono dette Lacune di Kirkwood, dal nome dell'astronomo
che le scoprì nel 1866.
Non bisogna pensare, tuttavia, che la Fascia Principale, laddove
non corrisponda alle lacune di Kirkwood, sia un continuo viavai
di pianetini: la densità è comunque talmente bassa rispetto allo spazio di vuoto
che se ci sedessimo tutta la nostra vita su un asteroide probabilmente non ne vedremmo
mai un altro in vita nostra. Nonostante ciò, il numero in termini assoluti è nettamente
alto.
Molti asteroidi viaggiano in coppia, orbitando intorno ad un baricentro comune,
e molti hanno un'orbita molto eccentrica che li porta ad intersecare le orbite di
Terra, Venere e Mercurio. Dal momento che la loro massa è molto piccola, risentono
non poco dell'attrazione gravitazionale dei pianeti e potrebbero cambiare la loro
orbita in maniera molto semplice. Molti programmi spaziali sono mirati proprio ad
evitare visite da parte di questi asteroidi sulla Terra, visto che le conseguenze
sarebbero drammatiche per la razza umana. I pericoli possibili sono dati dagli EGA
(Earth Grazing Asteroids: asteroidi che sfiorano la Terra) e dai NEO (Near
Earth Objects: oggetti vicini alla Terra): sono asteroidi con diametri massimi di
50 chilometri la cui orbita li rende molto pericolosi.
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OGGI NEL CIELO
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SOLE - Ascensione Retta: 03:56:53, Declinazione: +20°25,699. Altezza: 29,13°, Azimut: 87,881°. Diametro apparente: 1895,9394''. Distanza dalla Terra: 1,01232 UA. Sorge alle 05:44, culmina alle 13:07, tramonta alle 20:30
Crepuscolo civile: mattutino alle 05:11 e serale alle 21:03. Crepuscolo nautico: mattutino alle 04:30 e serale alle 21:44. Crepuscolo astronomico: mattutino alle 03:43 e serale alle 22:32
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Il Sole in diretta da SOHO
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LUNA - Ascensione Retta: 13:15:49, declinzione: -10°27,087. Altezza: -50,554°, Azimut: 313,408°. Diametro apparente: 1934,613''. Distanza dalla Terra: 370565 chilometri. Elongazione: 140° E. Fase: 88,4% - (C). Magnitudine: -11,73
LUNA - Sorge alle 17:30, culmina alle 22:56, tramonta alle 03:39
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MERCURIO - Ascensione Retta: 04:47:40, Declinazione: +24°05,617. Altezza: 22°Azimut: 76,8°. Diametro: 5,5''. Distanza dal Sole: 0,319 UA. Distanza dalla Terra: 1,2 UA. Illuminazione: 86,9%. Magnitudine: -1,2. Elongazione: 12,3° E.
Sorge alle 06:19, culmina alle 13:59 e tramonta alle 21:39
|
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VENERE - Ascensione Retta: 04:56:59, Declinazione: +23°07,755. Altezza: 19,7°Azimut: 76,2°. Diametro: 10,1''. Distanza dal Sole: 0,719 UA. Distanza dalla Terra: 1,7 UA. Illuminazione: 96,9%. Magnitudine: -3,9. Elongazione: 14,2° E.
Sorge alle 06:33, culmina alle 14:07 e tramonta alle 21:42
|
|
MARTE - Ascensione Retta: 03:24:10, Declinazione: +18°35,75. Altezza: 34,1°Azimut: 95,1°. Diametro: 3,8''. Distanza dal Sole: 1,467 UA. Distanza dalla Terra: 2,5 UA. Illuminazione: 99,8%. Magnitudine: 1,4. Elongazione: 7,9° O.
Sorge alle 05:20, culmina alle 12:34 e tramonta alle 19:48
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GIOVE - Ascensione Retta: 05:25:35, Declinazione: +22°55,498. Altezza: 14,5°Azimut: 72°. Diametro: 32,6''. Distanza dal Sole: 5,112 UA. Distanza dalla Terra: 6 UA. Illuminazione: 99,9%. Magnitudine: -1,9. Elongazione: 20,7° E.
Sorge alle 07:03, culmina alle 14:35 e tramonta alle 22:07
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SATURNO - Ascensione Retta: 14:20:09, Declinazione: -11°10,828. Altezza: -40,6°Azimut: 295,2°. Diametro: 18,6''. Distanza dal Sole: 9,845 UA. Distanza dalla Terra: 8,9 UA. Illuminazione: 100%. Magnitudine: 0,3. Elongazione: 155° E.
Sorge alle 18:06, culmina alle 23:27 e tramonta alle 04:53
|
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URANO - Ascensione Retta: 00:42:40, Declinazione: +03°50,941. Altezza: 47,9°Azimut: 149,2°. Diametro: 3,4''. Distanza dal Sole: 20,04 UA. Distanza dalla Terra: 20,7 UA. Illuminazione: 100%. Magnitudine: 5,9. Elongazione: 50° O.
Sorge alle 03:36, culmina alle 09:52 e tramonta alle 16:08
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NETTUNO - Ascensione Retta: 22:29:27, Declinazione: -10°09,997. Altezza: 36,6°Azimut: 196,2°. Diametro: 2,2''. Distanza dal Sole: 29,974 UA. Distanza dalla Terra: 30 UA. Illuminazione: 100%. Magnitudine: 7,9. Elongazione: 86° O.
Sorge alle 02:14, culmina alle 07:39 e tramonta alle 13:05
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EVENTI CELESTI PARTICOLARI:
 22/5/2013 ore 12:19: Luna 25' a sud della stella alfa della Vergine
 23/5/2013 ore 11:31: Luna 4°,1 a sud del pianeta Saturno. Osservabilità alle ore 04.20
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a cura di Stefano Capretti
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