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13 Marzo 1969 Programma Apollo

la Apollo 9 rientra sulla Terra dopo aver testato il modulo lunare...

Il modulo lunare Apollo o LEM (Lunar Excursion Module) è il lander della navicella spaziale Apollo utilizzato nell'ambito del programma spaziale americano Apollo per trasportare gli astronauti sulla superficie della Luna. Il suo compito era quello di far atterrare sulla Luna 2 dei 3 membri dell'equipaggio della navicella Apollo con attrezzature scientifiche, permettendo loro di restarvi per oltre 75 ore prima di decollare per raggiungere il modulo di comando e di servizio (CMS) rimasto in orbita lunare ed incaricato di riportare l'equipaggio sulla Terra.Portare degli astronauti sulla Luna rappresentava un'impresa molto più rischiosa rispetto ai voli spaziali in orbita terrestre, dove, anche in caso di gravi incidenti, il ritorno a terra è garantito da una breve spinta dei retrorazzi. Una volta che si era arrivati in orbita lunare, o peggio ancora sul suolo lunare, il ritorno degli astronauti sulla Terra richiedeva che tutti i principali sottosistemi del LEM risultassero pienamente operativi. I compiti per i quali il LEM era stato progettato lo rendevano un sistema complesso, quindi maggiormente suscettibile a malfunzionamenti. La NASA comprensibilmente fu fin dall'inizio molto sensibile ai problemi riguardanti affidabilità del LEM.Per raggiungere il tasso di affidabilità necessario, la NASA decise in un primo momento di dare agli astronauti la possibilità di riparare i componenti danneggiati direttamente nello spazio. Questa scelta però presupponeva di addestrare gli astronauti sul funzionamento di numerosi e complessi sistemi, di dover portare in volo attrezzi e parti di ricambio (aumentando quindi il peso del velivolo) e di rendere facilmente accessibili i componenti da riparare rendendoli più vulnerabili a umidità e sporco. La NASA rinunciò a questa soluzione nel 1964 e decise di integrare nel progetto del veicolo soluzioni in grado di fornire un'alternativa per ogni avaria che poteva ragionevolmente verificarsi. In caso di guasto ai componenti di vitale importanza, i sistemi di emergenza dovevano poter sostituire quelli in avaria. Così, ad esempio, il sistema di navigazione (computer + sistema inerziale) disponeva di un sistema di emergenza sviluppato da un altro produttore al fine di evitare che lo stesso difetto software potesse pregiudicare il funzionamento di entrambi i sistemi. I 4 gruppi di motori adibiti al controllo dell'assetto erano organizzati in 2 gruppi, ciascuno dei quali poteva assolvere il proprio compito in modo indipendente. I sistemi di regolazione termica e i circuiti d'alimentazione elettrica erano ridondanti. L'antenna per le telecomunicazioni in banda S poteva, in caso di necessità, essere sostituita da 2 antenne più piccole.Secondo Neil Armstrong, i responsabili del progetto avevano calcolato che ci sarebbero state circa 1000 anomalie possibili per ogni missione Apollo (razzo vettore, CSM e LEM), cifra estrapolata dal numero di componenti e dal tasso d'affidabilità imposto ai produttori. Le anomalie risulteranno in media 150; Armstrong attribuisce ciò al coinvolgimento eccezionalmente forte delle persone che hanno lavorato sul progetto. Nessuno dei guasti del LEM impedirà, comunque, agli equipaggi Apollo di raggiungere i loro obiettivi.Le missioni Apollo sono programmate perché il LEM atterri all'inizio del giorno lunare: gli astronauti beneficiano così di una luce radente per l'individuazione del punto di atterraggio (tra 10 e 15º sopra l'orizzonte, secondo le missioni) e di temperature relativamente moderate durante il soggiorno sulla Luna (il giorno lunare dura circa 28 giorni terrestri). Di conseguenza, per ogni luogo di atterraggio scelto, la finestra di lancio del razzo Saturn è ridotta a tre giorni per ogni mese. Il punto di atterraggio scelto si trova sempre sulla faccia visibile della Luna per permettere le comunicazioni radio con la Terra e non è mai troppo distante dall'equatore della Luna.

by Regolo